Valeria ContessiniPsicologa

Sostegno psicologico per l'ADHD negli adulti

Se fatichi da sempre a concentrarti, a organizzarti o a portare a termine ciò che inizi, e sospetti che dietro ci sia qualcosa di più di una semplice distrazione, possiamo guardarci insieme con chiarezza, senza giudizio.

Ti riconosci?

Alcuni segnali con cui le persone arrivano da me

  • Difficoltà a mantenere l'attenzione su compiti poco stimolanti
  • Procrastinazione ricorrente e difficoltà a portare a termine i progetti
  • Disorganizzazione in casa, al lavoro o nella gestione del tempo
  • Impulsività in decisioni, acquisti o nelle relazioni
  • Sensazione cronica di essere 'in ritardo' o sopraffatto
  • Sbalzi di umore e bassa tolleranza alla frustrazione
  • Autostima fragile, costruita su anni di autocritica
  • Sospetto di ADHD non diagnosticato, magari emerso guardando un figlio

Riconoscersi in uno o più di questi punti non significa avere una diagnosi: è solo un segnale che vale la pena ascoltare.

ADHD in età adulta: una realtà spesso non riconosciuta

Per molto tempo l'ADHD è stato associato quasi esclusivamente all'infanzia. Oggi sappiamo che nella maggior parte dei casi non scompare con la crescita, ma cambia forma: l'iperattività motoria lascia spesso spazio a un'irrequietezza interna, mentre le difficoltà di attenzione e organizzazione restano centrali nella vita quotidiana e lavorativa.

Molti adulti arrivano a un primo colloquio dopo aver passato anni a definirsi disordinati, pigri o poco affidabili, senza sapere che dietro quella fatica poteva esserci un funzionamento attentivo diverso. Capita spesso che il sospetto nasca osservando un figlio a cui viene diagnosticato l'ADHD e riconoscendo in lui pattern già vissuti in prima persona.

Dare un nome a ciò che si vive, quando è appropriato, può alleggerire un peso portato da tempo e aprire la strada a strategie più efficaci, costruite sul proprio funzionamento reale e non su un ideale di 'come si dovrebbe essere'.

Come lavoro su attenzione, organizzazione e autostima

Il mio lavoro si ispira all'approccio umanistico di matrice gestaltica: parto dalla tua esperienza concreta, da come vivi la disattenzione, l'impulsività o la disorganizzazione nel qui e ora, non da un'etichetta astratta.

Nei colloqui esploriamo insieme le situazioni in cui l'attenzione ti tradisce di più, le strategie che già usi (anche inconsapevolmente) e quelle nuove che possiamo costruire su misura per il tuo modo di funzionare. Un'attenzione particolare va anche al vissuto emotivo: la frustrazione accumulata, il senso di inadeguatezza, la fatica di sentirsi sempre 'indietro'.

L'obiettivo non è correggerti o renderti 'più normale', ma aiutarti a conoscere meglio il tuo funzionamento, ridurre l'autocritica e trovare strategie di organizzazione e gestione del tempo realmente sostenibili per te.

Valutazione, diagnosi e lavoro in rete

Come psicologa posso accompagnarti in un percorso di valutazione psicologica e sostegno rispetto alle difficoltà attentive ed esecutive che porti, utilizzando colloqui clinici e strumenti valutativi appropriati.

La diagnosi formale di ADHD e l'eventuale valutazione di un trattamento farmacologico richiedono l'intervento di uno specialista medico (neuropsichiatra, psichiatra) con competenze specifiche sul disturbo. Dove opportuno, ti supporto anche nell'orientarti verso questi professionisti e, se lo desideri, lavoriamo in rete con loro.

Non c'è alcuna promessa di 'cura': l'ADHD è una caratteristica del funzionamento neurologico, non un difetto da eliminare. Il percorso di sostegno lavora sulla qualità di vita quotidiana, sulle strategie pratiche e sul rapporto che hai con te stesso.

Cosa aspettarti dai colloqui

Il percorso inizia con un primo colloquio conoscitivo gratuito, in cui mi racconti la tua storia e cosa ti ha portato a chiedere sostegno. È anche l'occasione per capire insieme se e come posso esserti utile.

Negli incontri successivi lavoriamo con i tuoi ritmi, senza protocolli rigidi né numero fisso di sedute. Alcune persone cercano soprattutto strategie pratiche per l'organizzazione quotidiana, altre uno spazio per elaborare il vissuto emotivo legato a una vita di fatiche non riconosciute: il percorso si adatta a ciò che ti serve davvero.

Non c'è alcun vincolo contrattuale: puoi interrompere quando vuoi. Il mio ruolo è accompagnarti con ascolto professionale, non etichettarti né decidere al posto tuo.

Perché online è comodo per la vita quotidiana con l'ADHD

I colloqui si svolgono online, in videochiamata, ovunque tu sia in Italia. Per chi convive con difficoltà organizzative, non dover gestire spostamenti e orari rigidi può fare una reale differenza nella continuità del percorso.

Puoi collegarti da casa, dall'ufficio o da un luogo tranquillo che scegli tu, con la stessa riservatezza di un incontro in studio. Questo rende più semplice mantenere la regolarità degli appuntamenti, un fattore importante quando l'organizzazione è proprio uno degli aspetti su cui lavoriamo.

Il sostegno psicologico non costituisce una diagnosi definitiva né sostituisce una valutazione medico-specialistica. Per la diagnosi formale di ADHD e per l'eventuale valutazione farmacologica ti invito a rivolgerti a un neuropsichiatra o psichiatra, con cui il percorso di sostegno psicologico può integrarsi.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se ho l'ADHD?
Solo una valutazione specialistica può stabilire una diagnosi formale. Nei colloqui possiamo esplorare insieme i segnali che porti e, se opportuno, orientarti verso una valutazione diagnostica specifica presso un professionista competente sul disturbo.
L'ADHD negli adulti si può 'curare'?
L'ADHD è una caratteristica del funzionamento neurologico, non una malattia da guarire. Il sostegno psicologico lavora su strategie pratiche, gestione delle emozioni e autostima per migliorare la qualità della vita quotidiana.
Ho scoperto l'ADHD di mio figlio e ho riconosciuto me stesso: cosa posso fare?
È una situazione comune. Nel primo colloquio conoscitivo gratuito possiamo parlarne ed esplorare se e come un percorso di sostegno psicologico può aiutarti a comprendere meglio il tuo funzionamento.
Serve una diagnosi per iniziare un percorso di sostegno?
No. Puoi iniziare un percorso di sostegno psicologico anche solo con il sospetto di avere tratti attentivi di questo tipo, senza attendere una diagnosi formale.
I colloqui online sono adatti a chi ha difficoltà di attenzione?
Sì. Molte persone con difficoltà attentive trovano più semplice mantenere la costanza degli appuntamenti online, evitando spostamenti che si aggiungono al carico organizzativo quotidiano.

Il primo passo è una conversazione, senza impegno

Il primo colloquio conoscitivo è gratuito. Ci conosciamo, capiamo insieme di cosa hai bisogno e come posso esserti utile.

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